Racconto surreale “CONSEGNA A DOMICILIO”

L’isolamento era giunto, ormai, al ventunesimo giorno. La donna, a quel punto, sei era rassegnata ad una reclusione domestica senza deroghe, fatta di pasti solitari, riposini sul divano, navigazioni sull’Internet, consegne a domicilio, videochiamate con le amiche, chat con le amiche, sfide virtuali con le amiche, chiacchiere al telefono con le amiche, foto di gatti scambiate con le amiche.

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